MIGLIORA LA TUA SCHIENA E LA TUA ELASTICITA’ MUSCOLARE CON LA PANCAFIT

La PANCAFIT è una “poltrona” particolare che serve ad alleviare, e in alcuni casi a eliminare, il mal di schiena, ma serve anche a molte altre persone. Quindi è una attività che è adatta a tutti. MA PROPRIO A TUTTI: PIGRI, SPORTIVI E MALATI CRONICI. Infatti con la PANCAFIT non si fa fatica, anzi ci si rilassa mentre il tecnico ti guida in piccoli movimenti che ti fanno, però, ottenere grandi risultati. La PANCAFIT è perfetta agli sportivi perché li rimette in asse e gli toglie tensioni muscolari, la PANCAFIT è utile ai pigri perché hanno la possibilità di cominciare ad attivarsi piano piano, ed infine è perfetta con chi ha problemi cronici (mal di schiena, rigidità articolari, anche bloccate, ginocchia doloranti, caviglie che si muovono poco, cervicale) perché con la PANCAFIT si vanno a sbloccare tutte le articolazioni “incastrate”.
LO STAFFA DI EDEN SPORT E SALUTE insieme al posturologo dott. Riccardo Tumiati ha fatto anche uno studio / ricerca che ha dato risultati incredibili: 1 seduta a settimana per 6 settimana ha portato miglioramenti molto importanti! 1 SEDUTA A SETTIMANA, VI RENDETE CONTO?
Qui sotto la descrizione dello studio condotto dal dott. Tumiati svolto all’interno di EDEN

CATENA POSTERIORE E AMGD (PANCAFIT)

La catena posteriore, è una struttura unica, senza soluzione di continuità, di natura fasciale superficiale e profonda che si estende dalla fascia plantare, passa ventralmente la coscia posteriormente, i paravetrebrali, termina con inserzioni craniali.

Tale catena, di varia elasticità per natura viene influenzata dal sesso, età, tipologia di traumi a cui il corpo sì è dovuto adattare nel corso della vita, così come la presenza di cicatrici, alterazioni digestive, ecc. .

Nonostante gli stimoli a carico di questa catena muscolare possano sembrare lievi, sono continui e ripetuti e non derivanti esclusivamnete da cause di natura meccanica come si potrebbe comunemente pensare.

Infatti, come già citato meccanismi di alterazione della digestione, anomalo appoggio podalico, ridotta capacità della visione, possono sottoporre tale sistema cinetico in disfunzione e pertanto a manifestare dolore o limitazione al movimento.

Dalla nostra conoscenza pratica posturale,  dai riferimenti della letteratura scientifica, è noto che attività finalizzate all’allungamento della catena posteriore, possano generare un allentamento delle tensioni sulla stessa,  con conseguente aumento della flessibilità muscolo-scheletrica.

 

Abbiamo pertanto pensato di analizzare un gruppo di persone, che frequentassero con continuità un gruppo di pancafit, al fine di rilevare, se l’attività proposta potesse davvero aumentare il detensionamento della catena posteriore, definibile anche nella possibilità di guadagnare centrimetri nell’allungamento verso le punte dei piedi.

Inoltre, ci siamo posti l’obiettivo di analizzare se questo eventuale “aumento dell’allungamento” fosse mantenuto nel tempo .

Il gruppo studiato, con modalità volontaria e in assenza di altre indagini posturo-funzionali volutamente non eseguite, è stato osservato e misurato tramite uno strumento dedica alla rilevazione della flessibilità muscolo-scheletrica di tecnogymn (vedi foto).

Al cliente, è stato chiesto di salire sul cubo,  di flettersi al massimo in fase espiratoria, senza perdere il contatto podalico. Una volta toccato il riferimento centimetrato, l’operatore registrava la misura raggiunta. L’esecuzione è stata eseguita 3 volta ed il parametro effettivamente registrato era il migliore delle 3 prove.

INIZIO

FINE

I dati analizzati, confermano l’importanza di questo tipo di attività. Le variazioni percentuali possono essere così riassunte:

  • tra l’inizio e la fine di ogni singola seduta, si registra un aumento della flessibilità attorno al 30per cento,
  • a tre settimane di corso, analizzando l’inizio dell’attività, si osserva un miglioramento del 10 per cento, rispetto alla prima seduta
  • a 6 settimane di corso, analizzando l’inizio dell’attività, si osserva un miglioramento del 16 per cento, rispetto alla prima seduta.
  • si è registrato un solo caso di miglioramento inferiore alla percentuale citata nelle 6 settimane
  • nessun caso di peggioramento della flessibilità
  • nessun caso di accentuazione di algie o dolori nel periodo studiato.

CONCLUSIONI: il progetto da noi sostenuto, conferma le certezze della letteratura scientifica, ovvero che l’attività di pancafit possa migliorare l’attività all’interno della stessa seduta.

Noi, abbiamo potuto osservare un aspetto fondamentale, ancora non osservato con evidenze certe, ovvero, a distanza di 6 settimane, chi esegue un corso di pancafit di gruppo a frequenza settimanale,  ottiene un miglioramento complessivo della flessiblità della catena posteriore, mediamente del  16 per cento.

In questa osservazione, possiamo sostenere che i benefici indotti da questo tipo di attività non sono momentanei, ma consolidati nel tempo e nella quotidianeità delle persone.

Tutto questo in maniera rilassante, sicura, individuale e stimolante.



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